tag²: sostanze tossiche

Prodotti chimici

L’etichetta dei contenitori commerciali di prodotti chimici è importante perché contiene molte informazioni sulle caratteristiche chimico-fisiche del prodotto; inoltre tiene conto di tutti i rischi potenziali connessi con la normale manipolazione e utilizzazione del prodotto stesso.
L’etichetta deve fornire le seguenti informazioni in lingua italiana:
– il nome chimico della sostanza;
– il nome e la sede della ditta produttrice;
– i simboli di pericolo e relativi pittogrammi;
le frasi di rischio (frasi R) e i consigli di prudenza (frasi S). I consigli di prudenza, insieme alle corrette norme di comportamento, sono alla base della prevenzione dei rischi e fanno diminuire la probabilità che gli stessi si verifichino. Il fatto che queste frasi siano definite come consigli di prudenza non deve far pensare che la loro importanza sia minore: è obbligatorio seguire le indicazioni riportate.

Come si può ben capire, i reagenti chimici non sono mai del tutto innocui e possono spesso essere pericolosi per noi e per l’ambiente. E’ quindi necessario manipolare questi materiali con precauzione e leggere sempre attentamente quanto riportato sull’etichetta di ciascun contenitore. Sulle etichette, oltre alle informazioni dette prima, devono essere riportate le proprietà chimico-fisiche come densità, temperatura di ebollizione, concentrazione se si tratta di una soluzione e il grado di purezza di ogni reagente, che danno indicazioni sulla qualità del prodotto.
Inoltre, in base alle direttive dell’Unione Europea, le etichette delle sostanze pericolose devono obbligatoriamente riportare indicazioni sul tipo e grado di pericolosità e, facoltativamente, indicazioni sulle precauzioni da prendere.
Il tipo di pericolosità viene indicato da uno dei simboli grafici convenzionali stabiliti nel 1965 dal Consiglio d’Europa di Strasburgo, che ha suddiviso le sostanze pericolose in altrettante grandi categorie, ciascuna rappresentata da un simbolo grafico chiaramente riconoscibile quindi in qualsiasi Paese.
Il grado di pericolosità è riportato nel codice R, il codice dei rischi.
Le precauzioni da adottare nei singoli casi, sono elencate e opportunamente numerate nel codice S, il codice dei consigli di prudenza, come già detto.
I simboli riportati sulle etichette dei contenitori dei prodotti chimici indicano, in base alle direttive europee, le sostanze pericolose suddivise per categorie:

1) sostanze esplosive: sono le sostanze che possono esplodere in determinate condizioni sperimentali, in particolare per l’esposizione a fonti di calore, e che sono molto sensibili agli urti e agli attriti. I prodotti più comuni sono cloriti, clorati, perossidi organici, diazo-composti, acetiluri, nitrati inorganici e organici. Queste sostanze devono essere conservate in locali sufficientemente isolati e lontani da quelli in cui sono sistemati i composti infiammabili. Alcuni comuni solventi ossigenati, come l’etere dietilico, tetraidrofurano e diossano, possono formare, per esposizione a luce e aria, perossidi e idroperossidi che sono esplosivi. Ovviamente, manipolando queste sostanze, bisogna evitare riscaldamenti, compressioni, urti e sfregamenti;

2) sostanze ossidanti e comburenti: sono le sostanze che provocano una forte reazione esotermica quando vengono a contatto con altre sostanze, soprattutto se infiammabili. Le sostanze fortemente ossidanti sono particolarmente pericolose quando vengono mescolate con composti organici facilmente ossidabili come gli alcoli, i polialcoli, i carboidrati, i materiali cellulosici come per esempio carta, legno, stoffa. Esse sono pericolose se mescolate con sostanze come lo zolfo e il fosforo o con metalli finemente suddivisi come la polvere di magnesio. Le più comuni sono acido perclorico, clorati e perclorati, anidride carbonica, cromati, bicromati, acido nitrico concentrato, nitrati, permanganati, acqua ossigenata concentrata, ossigeno liquido, aria liquida.

3) Sostanze infiammabili: si tratta di qualunque sostanza che a contatto con l’ossigeno atmosferico e a temperatura sufficientemente elevata, brucia con sviluppo di fiamme. Ne possono conseguire pericolosi incendi. I materiali comuni ai quali bisogna presentare particolare attenzione sono sostanze come idrogeno, metano, acetilene, solventi volatili come alcol metilico ed etilico, solfuro di carbonio, acetone, esano, etere etilico ecc. Queste sostanze devono essere tenute a distanza da fonti di calore, fiamme o scintille. L’infiammabilità di una qualsiasi sostanza viene indicata con tre parametri:

punto di infiammabilità (flash point): temperatura a cui la sostanza produce, alla pressione ambientale, vapori in quantità tale da dare una miscela infiammabile con l’ossigeno atmosferico;
temperatura di ignizione o autoaccensione: minima temperatura richiesta per iniziare o mantenere la combustione di una miscela dei vapori della sostanza con l’aria, indipendentemente dalla fonte di calore;
campo di infiammabilità: intervallo di composizione nel quale la miscela aria combustibile è infiammabile.

4) Sostanze tossiche: si tratta di sostanze che, a seguito di ingestione, inalazione o assorbimento attraverso la pelle, possono essere causa di danni alla salute. Particolarmente insidiose sono le sostanze gassose o volatili; tra le più comuni si ricordi il cloro, l’ammoniaca, l’acido cianidrico, l’acido solfidrico, l’anidride solforosa, l’ossido di carbonio. Si può comunque affermare che moltissime sostanze possono essere tossiche quando vengono introdotte nell’organismo, ma gli effetti dannosi dipendono in maniera determinante dalla quantità introdotta nell’organismo in un determinato intervallo di tempo, oltre che dalla natura della sostanza. Per poter prevenire danni alla salute sono stati definiti, sulla base di dati epidemiologici e di laboratorio, valori limite di esposizione occupazionale. Tali valori, indicati come TLV (Threshold Limit Value), stabiliscono la massima concentrazione di una specifica sostanza alla quale la maggior parte dei lavoratori può essere esposta, giorno dopo giorno, senza risentire di alcun danno per la salute. Tali valori, che vengono aggiornati periodicamente, sono valori medi tollerabili per i lavoratori.

5) Sostanze corrosive: sono le sostanze che esercitano un’azione distruttiva sia sui tessuti vivi sia sulle attrezzature di laboratorio con cui vengono a contatto. I più comuni di tali prodotti sono acidi (cloridrico, fosforico, nitrico, solforico, acetico, fluoridrico), basi (idrossido di sodio e di potassio), perossido di idrogeno, ossido di calcio, anidride acetica. Le principali misure di sicurezza consistono nell’utilizzare mezzi di protezione personali opportuni (camice, occhiali, guanti) e nel provvedere a eliminare al più presto tali sostanze sparse accidentalmente sul banco o sul pavimento mediante abbondante lavaggio con acqua. Se le sostanze corrosive sono volatili, si deve lavorare sotto cappa aspirante per evitare l’inalazione dei vapori.

6) Sostanze nocive: sono le sostanze che, in seguito a inalazione, ingestione o penetrazione attraverso la pelle, possono provocare danni di gravità limitata.

Anche se il grado di pericolosità nell’uso di queste sostanze è minore, è opportuno seguire le precauzioni descritte per la manipolazione delle sostanze tossiche (lavorare sotto cappa aspirante, evitare il contatto con la cute e con gli occhi e così via).

7) Sostanze irritanti: sono le sostanze che provocano reazioni infiammatorie in seguito a contatto immediato o prolungato con la pelle. Per la loro manipolazione devono essere seguite le precauzioni già descritte per l’uso delle sostanze corrosive.

8) Sostanze radioattive: sono così chiamate quelle sostanze capaci di emettere radiazioni ionizzanti. Esistono normative e legislazioni specifiche per la conservazione, la manipolazione e lo smaltimento del

le sostanze radioattive che devono essere seguite rigorosamente per la sicurezza degli operatori. Le più comuni precauzioni da seguire consistono nell’uso di guanti protettivi, di opportune schermature quando si lavora con emittenti e nel controllo della dose di radiazione ricevuta dagli operatori con dosimetri personali.

16 dicembre 2008 Pubblicato da Francesca Brigida 0

Rischi in laboratorio: norme di comportamento per un lavoro sicuro

Le attività che si svolgono in laboratorio presentano rischi che derivano dall’uso di sostanze, apparecchi e utensili.
E’ perciò necessario conoscere la natura delle sostanze chimiche, i rischi che il loro uso comporta e i mezzi d protezione necessari per svolgere le operazioni richieste, prima di intraprendere una qualsiasi esperienza di laboratorio.
E’ statisticamente provato che i rischi di infortunio più frequenti risultino essere:

– rischi di lesioni per ferite da taglio;
– rischi di lesioni per ustioni termiche;
– rischi di lesioni per l’uso di apparecchiature sotto pressione;
– rischi di lesioni per scariche elettriche;
– rischi di lesioni per la manipolazione di reattivi;
– rischi igienico-ambientali dovuti ad agenti di natura fisica (rumore, vibrazioni, microclima, microonde ecc.);
– rischi igienico-ambientali dovuti ad agenti di natura chimica (inalazione, fumi, nebbie, polveri, contatto, ingestione di sostanze  chimiche e/o biologiche dannose ecc.).

Oltre agli incidenti, in laboratorio ci sono altri pericoli di cui preoccuparsi e stare attenti.
Le conoscenze fondamentali che devono essere patrimonio di chiunque si appresti a lavorare in un laboratorio di chimica sono:

1) Igiene personale:

– è responsabilità di tutti tenere pulito e in ordine il laboratorio. Ciascun operatore ha il dovere di effettuare alla fine del lavoro lo smaltimento corretto delle sostanze utilizzate;
– non introdurre sostanze o oggetti estranei alle attività di lavoro;
– è vietato fumare, mangiare, bere, fare movimenti bruschi e tenere capelli lunghi sciolti;
– gli spazi tra e intorno ai banchi e vicino alle uscite devono essere puliti e in buone condizioni, in modo da – evitare che si possa scivolare o inciampare;
– evitare che vi ristagni acqua od olio e che vi siano sporgenze;
– ogni esperimento di liquido sul pavimento o sui banchi deve essere accuratamente e immediatamente eliminato.

2) Protezione individuale:

– indossare sempre il camice, preferibilmente bianco in modo da rilevare subito macchie e sporcizia, e i guanti adatti ai vari usi, entrambi vanno tolti prima di accedere in locali a uso della comunità (aule, biblioteca, sala internet ecc.);
– indossare occhiali e maschera di protezione quando si eseguono lavorazioni che possono comportare rischi per gli occhi e quando è ipotizzabile che si possano creare schizzi e aerosol. E’ necessario che chi opera in laboratorio si assicuri che tali protezioni siano disponibili. C’è chi sostiene che con gli occhiali non si possa lavorare, ma questo modo di pensare è sbagliato ed è meglio correggerlo prima di dovere assistere a gravissimi incidenti. Esistono occhiali di sicurezza molto leggeri che riparano bene gli occhi e la parte superiore del viso e che possono essere sistemati anche al di sopra di eventuali occhiali da vista. La protezione per gli occhi dovrebbe essere indossata prima di entrare in laboratorio e tolta solo dopo averlo lasciato;
– gli occhiali da vista o le lenti a contatto non costituiscono una protezione adeguata per gli occhi, infatti non sono approvate dall’Ufficio Federale statunitense per l’Amministrazione della Sicurezza e della Salute (OSHA);
– non portare mai gli oggetti alla bocca;
– non pipettare mai con la bocca, ma utilizzare sempre le propipette o le pipettatrici automatiche.

3) Comportamento personale:

– Le porte devono essere aperte e chiuse con cautela. Non si devono ingombrare i pavimenti con contenitori o altro;
– si comincia un’esercitazione su un banco vuoto. Alla fine dell’esercitazione si devono pulire le superfici su cui si è lavorato e si devono riporre le apparecchiature e i reagenti utilizzati;
– in caso di rovesciamento dei reagenti, provvedere immediatamente alla loro eliminazione con gli opportuni solventi. L’ultimo trattamento deve essere fatto con abbondante acqua e poi si asciuga;
– fare attenzione a quello che succede intorno a sé per evitare di subire le conseguenze di un incidente provocato da altri operatori;
– prima di usare qualunque reagente si deve leggere la relativa etichetta, con particolare riguardo al simbolo, al tipo di pericolosità e alle norme di prevenzione. L’etichetta dei prodotti chimici riporta una serie di dati, tra cui quelli relativi alla sicurezza. Qualora diventasse illeggibile, essa deve essere con una indicazione chiara del contenuto del recipiente e della pericolosità del prodotto;
– le pipette e i sifoni non devono mai essere usati con la bocca. Si devono usare pipette automatiche, dosatori e aspiratori in gomma, semplici ed economici;
– non toccare le apparecchiature elettriche con le mani bagnate o quando il pavimento è bagnato. Occorre proteggere le parti elettriche da spruzzi o contatti con acqua. Inoltre, le spine vanno tolte, mai strappate;
– lavarsi accuratamente le mani dopo aver usato le sostanze impiegate. Nonostante si debba evitare di toccare solidi e liquidi con le mani, ciò può succedere nel corso di qualche manipolazione. Il lavaggio delle mani evita conseguenze anche gravi nel caso si portino inavvertitamente le mani agli occhi o alla bocca;
– evitare il contatto con la pelle nel maneggiare qualunque prodotto chimico. Usare sempre spatole o bacchette di vetro per prelevare solidi e travasare i liquidi in modo corretto. Sarebbe opportuno utilizzare guanti monouso in lattice o in polietilene. La maggior parte dei prodotti chimici di laboratorio sono tossici, alcuni anche velenosi. Altri, come le soluzioni concentrate di acidi e basi forti, sono corrosivi per la pelle. Nell’eventualità di contatto con la pelle, lavare immediatamente la zona contaminata con abbondanti quantità di acqua; in caso di soluzioni corrosive la velocità di intervento è particolarmente importante. Se le soluzioni corrosive vengono schizzate su abiti, essi vanno immediatamente tolti;
– lavorare sotto cappa aspirante quando si utilizzano sostanze tossiche e solventi organici volatili o quando si sviluppano gas nel corso delle reazioni. Si evita in questo modo di respirare prodotti tossici e si eliminano sostanze infiammabili;
– gli oggetti che sono stati riscaldati (in genere la comune vetreria di laboratorio) devono essere manipolati con molta prudenza, stando attenti in particolare che non vengano usati da altri, ignari del rischio di scottature;
– gettare i reattivi di scarto nei contenitori appropriati in accordo con le direttive fornite dai responsabili. Generalmente, i reattivi devono essere smaltiti in modo sicuro, riducendo al minimo il pericolo di inquinamento dell’ambiente. Gli acidi e le basi possono essere versati nel lavandino solo dopo neutralizzazione e facendovi scorrere molta acqua. Alcuni scarti idrosolubili non pericolosi possono essere diluiti con acqua e versati nel lavandino. I solventi alogenati e i combustibili devono essere posti invece in contenitori di raccolta separati.

4) Indicazioni di carattere generale:

– evitare di rimanere a lavorare da soli in laboratorio, senza che nessun altro sia presente nelle vicinanze;
– sulla porta di ogni laboratorio deve essere affissa una pianta schematica nella quale siano riportati tutti gli apparati permanenti o semipermanenti in funzione nel laboratorio (rubinetti del gas, frigoriferi, cappe ecc.);
– le istruzioni per usare correttamente ogni apparecchio devono essere indicate e affisse sull’apparecchio stesso;
– se un apparecchio deve rimanere in funzione oltre il normale orario di lavoro, dovrebbe avere affissa una scheda nella quale riportare la data e l’intervallo orario di funzionamento, il nome della persona che lo sta utilizzando, la procedura di spegnimento in caso di emergenza con le indicazioni necessarie se si deve operare con precauzioni particolari, il nome, l’indirizzo e il telefono della persona da contattare in caso di emergenza;
– per le pulizie utilizzare sempre specifici detergenti, non reattivi quali acidi o basi forti;
– è obbligatorio informarsi sulle precauzioni necessarie da prendere prima di maneggiare sostanze o materiali pericolosi. I prodotti chimici di vario tipo, nella loro confezione originale, presentano un’etichetta dove un pittogramma indica la natura del rischio che si corre nel maneggiarle. Il significato dei diversi pittogrammi è riportato all’inizio dei cataloghi dei prodotti chimici;
– ogni laboratorio deve essere provvisto di una cassetta con materiale di pronto soccorso corredata da istruzioni che, in caso di incidente, possano indicare le modalità di primo intervento più adeguate;
è opportuno tenere bene in vista vicino alla cassetta di pronto soccorso, i diversi indirizzi telefonici utili per interventi di emergenza;
– i campioni depositati all’interno di contenitori, in congelatori, frigoriferi, o qualsiasi altro posto di uso comune devono riportare sui contenitori stessi la sostanza contenuta, l’eventuale avviso di rischio (se necessario), la data di stoccaggio e il nome del proprietario o di chi ha depositato il contenitore;
è da evitare l’uso di vetreria che presenti bordi scheggiati o crepe;
– è necessario usare guanti di cuoio a protezione delle mani, quando si devono maneggiare apparecchi e tubi di vetro;
– è necessario usare guanti monouso da lavare e buttare a fine lavoro o anche se ci si allontana dal laboratorio quando vengono eseguite lavorazioni che comportano il rischio di danni alla pelle;
– se maneggiando qualche prodotto questo viene a contatto con la pelle, è necessario lavare immediatamente la parte colpita;
– le persone che per ultime lasciano il laboratorio sono tenute a controllare che tutto sia in ordine (solventi, apparecchiature, sostanze chimiche, colture ecc.);
– nessuna strumentazione funzionante va posta, neanche provvisoriamente, in aree diverse dai laboratori;
evitare di appoggiare recipienti, bottiglie o apparecchi vicino al bordo del banco di lavoro;
– prima di ogni reazione chimica accertarsi degli eventuali pericoli che si possono incontrare;
– non lasciare mai senza controllo reazioni in corso o apparecchiature in funzione;
– bonificare e asciugare subito le superfici dei banchi e dei pavimenti su cui siano cadute eventuali sostanze chimiche;
– una norma elementare di sicurezza è quella di conoscere bene l’ambiente in cui si opera, ovvero la disposizione degli spazi e la procedura da seguire in caso di evacuazione, l’esatta ubicazione delle uscite normali o di sicurezza e che esista libero accesso a esse. Inoltre, occorre sapere individuare la collocazione del materiale per il pronto soccorso, l’ubicazione del telefono più vicino, i numeri telefonici dei vigili del fuoco e dell’ospedale. Deve essere chiara la posizione delle attrezzature da usare in caso di emergenza: gli estintori, l’armadietto del materiale del primo pronto soccorso, le docce per il lavaggio rapido di materiali aggressivi che abbiano eventualmente colpito persone od organi sensibili come gli occhi ecc.

5) Stoccaggio dei reagenti:

– non bisogna accumulare sui banchi o sotto  cappa i reattivi chimici, ma occorre sempre riporli al loro posto in appositi scaffali, tenendo separati i reagenti incompatibili tra loro;
– i recipienti pesanti contenenti sostanze pericolose vanno tenuti sul pavimento o sul ripiano più basso;
– le bottiglie contenenti reattivi pericolosi, per esempio acidi forti, non devono essere trasportate tenendole per il collo, ma in appositi contenitori;
– le cappe devono essere tenute sgombre dai reattivi e dalle apparecchiature non in uso;
– bottiglie, recipienti e fiale ancora pieni, anche se non del tutto, devono essere etichettati in modo che sia indicato in modo chiaro il contenuto e gli eventuali rischi a esso relativi.

6) Vetreria:

– prima di usare le apparecchiature di vetro occorre esaminarle, scartando i pezzi rotti, incrinati o sporchi;
in un apparecchio in cui bisogna fare il vuoto, anche il più piccolo difetto può risultare pericoloso;
– molte operazioni apparentemente semplici, come il taglio di un tubo o di una bacchetta di vetro, l’introduzione di un tubo di vetro o di un termometro in un tappo di gomma, la rimozione di un tappo di vetro da una bottiglia, possono provocare serie ferite e vanno perciò eseguite secondo le procedure più adatte;
– arrotondare sempre con il fuoco le estremità di tubi di vetro tagliati di recente;
– non tentare mai di forzare un tubo di vetro attraverso il foro di un tappo: assicurarsi che sia il tubo sia il foro siano bagnati di acqua saponata e, mentre si inserisce il vetro nel tappo, proteggere le mani con diversi strati di asciugamani o con guanti pesanti;
– tutte le apparecchiature e la vetreria non in uso vanno riposte e non lasciati sui banchi.

7) Precauzioni da adottare per l’uso di apparati elettrici:

– non usare mai adattatori multipli per collegare più strumenti;
– riferire immediatamente ogni malfunzionamento di apparati elettrici, o l’esistenza di fili elettrici consunti e di spine o prese danneggiate;
– in caso di malfunzionamento di un apparato elettrico, disconnetterlo dalla rete e richiedere l’intervento tecnico adeguato;
– le apparecchiature con motori elettrici non vanno disposte vicino a materiali infiammabili o esplosivi. L’alto voltaggio di alcuni apparecchi elettrici (per esempio apparati per elettroforesi) può essere letale. E’ necessario segnalare il pericolo con appositi cartelli;
– il corretto amperaggio dei fusibili è essenziale sia per la sicurezza degli operatori sia per il buon utilizzo degli apparati. Non sostituire mai un fusibile danneggiato con uno di amperaggio superiore;
– il mal funzionamento di un termostato può essere causa di incendi;
– prima di lasciare in funzione per lungo tempo apparati riscaldanti, è necessario controllare che la temperatura rimanga costante. E’ consigliabile usare interruttori magnetotermici di sicurezza.

8) Precauzioni da adottare per l’uso di sostanze tossiche-nocive:

– la presenza nei laboratori di sostanze tossiche-nocive va sempre segnalata con appositi cartelli. Le sostanze tossiche esercitano i loro effetti nocivi per ingestione, per assorbimento cutaneo e per inalazione. Per questo motivo, bisogna astenersi dal consumare cibi o bevande nei laboratori e non pipettare aspirando con la bocca;
– si devono indossare sempre guanti di qualità adeguata, che vanno sempre lavati prima di essere rimossi dalle mani. Per evitare contaminazioni di altri ambienti, è necessario togliere i guanti prima di lasciare il laboratorio;
– i solventi volatili vanno sempre usati sotto la cappa, con aspirazione di portata adeguata. Se necessario, usare una mascherina di protezione delle vie respiratorie, avendo cura di scegliere i filtri adeguati alla sostanza da manipolare;
– le sostanze tossiche e nocive vanno conservati in appositi armadi di sicurezza.

9) Precauzioni da adottare per l’uso di sostanze altamente infiammabili e potenzialmente esplosive:

– è opportuno tenere nei laboratori quantità minime di queste sostanze e comunque toglierle dai banchi di lavoro appena possibile;
– le sostanze infiammabili e potenzialmente esplosive vanno conservate in appositi armadi di sicurezza;
– non usare fiamme libere per scaldare sostanze infiammabili o esplosive e nemmeno in vicinanza delle stesse;
– non usare spruzzette di plastica per liquidi infiammabili;
– l’utilizzo di sostanze infiammabili va sempre segnalato con appositi cartelli;
– l’uso di eteri va sempre effettuato sotto cappa e segnalato con appositi cartelli. Gli eteri a contatto con l’aria formano perossidi. Prima di effettuare una distillazione o un’evaporazione, l’etere deve essere saggiato per la presenza di perossidi. Se presenti, questi vanno eliminati. Poiché la condensazione anomala di vapori altamente infiammabili come quelli dell’etere può produrre un’atmosfera esplosiva, l’eventuale distillazione di queste sostanze va effettuata in cappe aspiranti adatte e di buona efficienza;
– sodio e potassio metallici a contatto con l’acqua reagiscono violentemente sviluppando calore e liberando idrogeno: sono quindi possibili esplosioni e incendi;
– tutti i composti ossidanti vanno usati con molta precauzione, specialmente quelli che possono causare incendi anche in assenza d’aria (perossidi, permanganati, clorati, cromati, nitrati inorganici, perclorati ecc.). Questi composti vanno conservati lontano da combustibili;
– particolari precauzioni devono essere adottate quando si usa una pompa o un’altra apparecchiatura da vuoto per evaporare solventi infiammabili. I vapori del solvente non devono raggiungere il sistema di aspirazione. Bisogna pertanto inserire una trappola adeguata per tali vapori prima della pompa.

10) Misure precauzionali per la conservazione delle varie sostanze:

– la quantità di sostanze chimiche da tenere in laboratorio deve essere ridotta al minimo;
– non lasciare sostanze pericolose, acidi o solventi sui banchi da lavoro;
– non stoccare contenitori e bottiglie di sostanze pericolose nei ripiani di scaffali alti;
– non usare la cappa aspirante come deposito di sostanze e mantenerla libera da apparati che possono causare turbolenze nel flusso d’aria. In laboratorio devono essere tenute solo minime quantità di solventi infiammabili. Queste sostanze vanno tenute in appositi armadi antincendio;
– sostanze particolarmente nocive alla salute (cancerogene, teratogene, mutagene ecc.) devono essere conservate all’interno di un armadio adeguato, con un sistema a doppio contenitore e su entrambi i contenitori devono essere riportati il tipo e la pericolosità della sostanza;
– la sorgenti radioattive vanno conservate dal personale autorizzato in conformità alle norme previste dall’organo di sorveglianza competente (Servizio di Fisica Sanitaria).

15 dicembre 2008 Pubblicato da Francesca Brigida 0

Contatti

Per qualsiasi tipo di informazione, suggerimento, proposta, critica o richiesta, scrivici a info@chimicaorganica.net

Tag popolari

acidi Aforismi alcani alcheni anidride carbonica antipodi ottici atomi primari atomi secondari atomi terziari basi butano carbonio carbonio asimmetrico chimica chimica organica chiralità delocalizzazione elettronica dispense chimica doppio legame frasi GPL idrocarburi idrocarburi insaturi idrocarburi saturi isomeri isomeria isomeria di posizione isomeria di struttura isomeria geometrica isomeria ottica isomeri conformazionali isomeri geometrici laboratorio Lavoisier legame pigreco metano paraffine radicali liberi reazioni reazioni organiche serie omologa sostituenti stereoisomeri stereoisomeria teoria chimica