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	<title>Chimica Organica &#187; reazioni</title>
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		<title>Le proprietà fisiche e chimiche degli alcani</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 15:27:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Brigida</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto riguarda le proprietà fisiche possiamo dire che i primi quattro idrocarburi della serie omologa degli alcani (metano, butano, propano e pentano), cioè a basso peso molecolare, a temperatura ambiente sono gas incolori; i 13 seguenti, fino a 17 atomi di carbonio, come quelli contenuti nella benzina e nel gasolio, sono liquidi a temperatura ambiente e quelli aventi 18 o più atomi di carbonio, cioè con alto peso molecolare, come quelli che formano la cera di paraffina, sono sono solidi.<br />
Le temperature di fusione, di ebollizione e la densità degli alcani dipendono dalla lunghezza e dalle ramificazioni della catena di atomi di carbonio.<br />
I diversi isomeri di uno stesso alcano hanno però differente punto di ebollizione: esso è tanto più basso quanto più ramificate sono le molecole. Infatti le molecole di questo tipo sono a contatto solo per una modesta porzione della loro superficie e quindi sono legate in modo notevolmente più blando.<br />
In particolare, i punti di fusione e di ebollizione degli idrocarburi liquidi aumentano all’aumentare del numero degli atomi di carbonio in misura  di 20-30 °C per ogni atomo di carbonio che viene aggiunto alla catena, mentre, a parità di massa molecolare, la catena più corta comporta un punto di fusione e di ebollizione più bassi.<br />
Per quanto le proprietà chimiche possiamo dire che gli alcani sono composti molto stabili e, per queste loro proprietà, sono anche detti paraffine (dal latino = poco affini, poco reattivi). La loro grande stabilità è dovuta ai legami covalenti puri della catena di carbonio, nei quali la coppia di elettroni che costituisce il legame σ è rigidamente localizzata e condivisa tra due atomi.<br />
I legami C—H sono solo leggermente polarizzati, in quanto la differenza di elettronegatività tra C—H è molto bassa (circa 0,24); inoltre, la disposizione simmetrica degli atomi di idrogeno intorno a ogni atomo di carbonio, ne annulla gli effetti e la molecola risulta essere stabile. Tuttavia, in particolari condizioni o in presenza di catalizzatori, gli alcani possono dare tre tipi di reazioni: la sostituzione radicalica, la combustione e il cracking.<br />
Gli alcani risultano insolubili in acqua, sono fortemente idrofobi, cioè respingono l’acqua; risultano invece solubili nei solventi organici apolari, come benzene, etere, cloroformio e tetracloruro di carbonio; tra le molecole di questi idrocarburi si possono stabilire solo deboli interazioni dipolo istantaneo-dipolo indotto, per cui i punti di ebollizione degli alcani sono determinati dai loro pesi molecolari.<br />
In condizioni standard, gli alcani non danno alcuna reazione né con gli acidi, né con le basi, né con gli agenti ossidanti; reagiscono solo a temperatura molto elevata o sotto l’azione di raggi ultravioletti che forniscono energia sufficiente per rompere i legami.</p>
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		<title>La classificazione delle reazioni organiche</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 15:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Brigida</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gli idrocarburi alifatici saturi]]></category>
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		<description><![CDATA[Prima di partire con la classificazione delle reazioni organiche, è necessario senza dubbio spiegare cos’è una reazione chimica. Nella definizione più semplice, una reazione chimica è un evento che si verifica quando le molecole collidono in specifiche condizioni per consentire la rottura dei legami chimici esistenti stabilendo altri nuovi che portano alla formazione di nuove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di partire con la classificazione delle reazioni organiche, è necessario senza dubbio spiegare cos’è una reazione chimica. Nella definizione più semplice, una <strong>reazione chimica</strong> è un evento che si verifica quando le molecole collidono in specifiche condizioni per consentire la rottura dei legami chimici esistenti stabilendo altri nuovi che portano alla formazione di nuove molecole.<br />
Spesso una reazione chimica procede per stadi successivi attraverso la formazione di prodotti intermedi. La sequenza degli stadi costituisce il meccanismo di reazione.<br />
Le reazioni di sintesi di molti composti organici che costituiscono materiali di uso quotidiano sono state realizzate a livello industriale grazie alla conoscenza del meccanismo di reazione che permette di intervenire in modo mirato, indirizzando il percorso di un processo reattivo verso la formazione preferenziale di alcuni prodotti a scapito di altri. Questo ha reso possibile lo sfruttamento delle reazioni organiche per la sintesi di molteplici materiali utili.<br />
La maggior parte delle reazioni organiche consiste nella trasformazione di un gruppo in un altro, lasciando uguale la struttura fondamentale della molecola. In queste reazioni la molecola, detta <strong>substrato</strong>, contiene il gruppo da trasformare sul quale agisce il reattivo per formare gli intermedi dai quali si ottengono i prodotti di reazione ed eventuali sottoprodotti:<br />
<strong> substrato + reattivo → [intermedi] →prodotti (+ sottoprodotti) </strong></p>
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